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dispendio di tempo e di fatica. Queste circostanze inducono Fermi ad adottare
                                         metodi del tipo "fai da te" che sono caratteristici del suo modo di lavorare,
                                         sia a livello teorico che sperimentale. La camera a nebbia viene costruita e
                                         utilizzata, ma le tracce di particelle alfa osservate sono di bassa qualità a causa
                                         dell'inefficienza del meccanismo di espansione e della difficoltà di eliminare le
                                         vecchie tracce. Non vengono nemmeno fatti tentativi di fare fotografie.



                                         1931 Nella primavera del 193I le difficoltà incontrate a livello pratico inducono
       Il Congresso di fisica
       nucleare a Roma                -          Fermi ad abbandonare il progetto della camera a nebbia e a dedicarsi di
                                         nuovo esclusivamente al lavoro teorico, pur continuando a partecipare all'attività
                                         sperimentale che si svolge nell'Istituto di via Panisperna. Secondo quanto ricorda
                                         Rasetti «l'attività sperimentale negli anni 1927-3I si svolse quasi interamente nel
                                         campo della spettroscopia atomica e molecolare [ ... ] anche perché ne conosce-
                                         vamo bene la tecnica e avevamo strumenti adeguati». Ma a partire dal 1929 Fermi
                                         e Rasetti cominciano appunto a rendersi conto che il futuro sta ormai nel campo
                                         della fisica nucleare. A quell' epoca si conosce resistenza di processi di decadimento
                                         che avvengono con l'emissione di una particella α o di una particella β, accompa-
                                         gnati da emissione di raggi γ{. Nel I928 il fisico russo George Gamow, all'epoca a
                                         Gottingen, e, indipendentemente, Ronald W. Gurneye Edward R. Condon a
                                         Princeton, avevano pubblicato una teoria secondo la quale il processo di decadi-
                                         mento a è una conseguenza dell' effetto "tunnel", un processo quanto meccanico
                                         secondo il quale le particelle a riescono a penetrare attraverso la barriera di poten-
                                         ziale coulombiana del nucleo e a penetrare in una regione che sarebbe loro proibita

                                         da un punto di vista classico. Il nucleo deve essere dunque una struttura composta,
       Niels Bohr e Enrico Fermi sulla via    tenuto insieme da forze ancora sconosciute. Fino alla scoperta del neutrone,
       Appia. Convegno di Fisica Nucleare    all'inizio del I932, si continuerà a ritenere che i nuclei di tutti gli elementi siano
       a Roma (1931)
                                         composti di protoni e elettroni, sebbene ipotesi sull'esistenza di una particella

                                         neutra pesante fossero state avanzate da Rutherford già nel 1920. Il confinamento
                                         degli elettroni in un volume delle dimensioni del nucleo e lo spettro continuo
                                         delle velocità con cui i raggi β (elettroni) vengono emessi dal nucleo, portano a
                                         una serie di risultati paradossali, tra cui quello dell' apparente non conservazione
                                         dell'energia, ipotesi presa seriamente in considerazione da Bohr: l'aspetto più
                                         eclatante del decadimento nucleare β è infatti che l'elettrone emesso non possiede
                                         l'energia totale liberata nella transizione. Secondo Pauli «Bohr è su una strada
                                         completamente sbagliata» e propone che insieme all' elettrone vengano emesse una
                                         o più particelle neutre, che saranno dette (su proposta di Fermi) "neutrini". In ogni
                                         disintegrazione β l'energia liberata nel processo si ripartisce tra elettrone e neutrino
                                         in modo che l'energia dell' elettrone possa assumere tutti i valori da zero fino a un
                                         certo massimo. Questa ipotesi viene formulata informalmente da Pauli in una
                                         lettera scritta i14 dicembre I930. Proprio per fare il punto sulle questioni ancora
                                         irrisolte in fisica nucleare, Fermi ha l'idea di organizzare un Congresso interna-
                                         zionale dedicato al tema La Fisica nucleare, che si tiene a Roma dall'11 al 17 ottobre
                                         del 193I. La presenza degli scienziati più eminenti nel campo della fisica nucleare
       Enrico Fermi e Arnold Sommerfeld.
       Sullo sfondo Orso Mario Corbino e    conferisce all'evento una enorme importanza scientifica. Nel corso delle discussioni
       Giulio Cesare Trabacchi. Congresso di     avvenute durante i lavori del congresso Bohr tocca lo scottante argomento degli
       Fisica Nucleare a Roma (1931)




     154      L'opera scientifica di Enrico Fermi                                                     Luisa Bonolis
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